Il 14 febbraio per noi italiani è diventato il giorno in cui si festeggia l’amore e il giorno in cui gli innamorati si autofesteggiano. Nata nel nostro paese come festa pagana, lussuriosa, sfrenata e disinibita, è stata poi cristianizzata dalla Chiesa con il santo.

Oggi, all’interno di una società evoluta e consumistica, è il giorno di Cupido alato munito di arco e frecce, il giorno di grossi cuori appesi nelle vetrine dei locali, il giorno delle rose rosse e del cioccolato. Occasione di gioia per le coppie felici, motivo di frustrazione per le persone sole.

San Valentino in Italia e nel mondo.

Festeggiamenti grandiosi negli USA a suon di caramelle a forma di cuore. Cioccolatini regalati dalle donne agli uomini per Giappone e Sud Corea, ricambiati il mese successivo, il 14 marzo, dagli uomini alle donne.

Romantiche cene a lume di candela nel Regno Unito, piuttosto che allegri festeggiamenti di gruppo tra gli amici in Finlandia.

Scambio di orchidee, invece che di rose, per il Perù, mentre in Danimarca è usanza da parte delle donne chiedere ai propri partners di sposarle, fino ad arrivare al Brasile, o alla Cina, dove l’equivalente del nostro San Valentino si festeggia in estate, rispettivamente nei mesi di giugno e agosto.

Infine in Sud Africa, le donne indossano per tutto il giorno una spilla con su scritto il nome del proprio innamorato.

In un modo o nell’altro, in corrispondenza di una data piuttosto che di un’altra, il punto è che l’essere umano sente il bisogno di celebrare l’amore.

Ti sei mai chiesto perché?

Amarcord Incontri ti propone questa riflessione: ma perché in tutto il mondo si sente la necessità di festeggiare l’amore, così come si festeggiano il Natale, la Pasqua o il compleanno?

Credo che la risposta vada ricercata proprio nel bisogno che ognuno di noi ha dell’altro. Il desiderio di comunicare e condividere fa parte della nostra natura. Da soli che gusto c’è? Si potrebbe obiettare che la solitudine porta con sé diversi vantaggi, tra cui, il primo, la libertà di fare ciò che si vuole, quando lo si vuole, senza rendere conto a nessuno delle proprie scelte. Verissimo.

Ma quando rientro a casa, dopo una giornata di lavoro, sento l’eco della porta che mi chiudo alle spalle, mi riscaldo la cena al microonde e accendo la televisione per udire una voce, sono felice? Che sia il 14 dicembre o il 14 febbraio, quando sento il bisogno di comunicare la frustrazione provocatami dal cliente rognoso in ufficio, piuttosto che la gioia di fronte al tramonto intravisto durante il tragitto in macchina, chi chiamo? L’amico, l’amica, un parente. Non penso sia la stessa cosa.

Maledetto Cupido… Sciocco Cupido! Detesti San Valentino? Perché è una festa stupida, ridicola e consumistica? Va bene, posso anche darti ragione…

E se invece usassi questa sciocca ricorrenza come pretesto per fare qualcosa di buono per te? Per prenderti cura di te? E per occuparti dei tuoi sentimenti?

Per cercare e scoprire che puoi trovare un partner. Un compagno di vita.

Pensaci.

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